Come rispondere correttamente alla domanda sui punti forza e debolezza durante il colloquio

Come rispondere correttamente alla domanda sui punti forza e debolezza durante il colloquio
Giugno 09 06:00 2021 Stampa

Tra le tante domande che ci possiamo sentir rivolgere durante un colloquio di lavoro, c’è molto spesso quella relativa ai nostri punti di forza e di debolezza.

La risposta a questa domanda è molto importante, ed a volte può fare davvero la differenza.

Vediamo allora qual è il modo migliore per rispondere.

Perché ci viene posta questa domanda

Prima di dare una risposta, chiediamoci perché ci viene fatta questa domanda, quale sia davvero l’obiettivo dei selezionatori, cosa vogliono realmente capire.

Tendenzialmente gli obiettivi sono due: valutare come reagiamo di fronte ad una situazione di disagio, se siamo messi in difficoltà, e capire in che modo riusciamo ad organizzare una risposta. Dobbiamo quindi concentrarci sia sulla risposta in sé che sul modo in cui la diamo.

Come rispondere

Per parlare dei propri pregi e difetti in modo costruttivo è fondamentale essere onesti. Una risposta genuina suona come autentica agli occhi del selezionatore, mentre al contrario una più esagerata e calcolata sembra sempre poco credibile.

Al recruiter interessa capire se possediamo autocritica, quindi il nostro obiettivo è dimostrare che siamo ben consapevoli dei nostri punti di forza e che sappiamo sfruttarli, e sappiamo imparare dai nostri punti deboli.

Un modo per rispondere esaustivamente è portare degli esempi concreti, aiutando così il recruiter a contestualizzare meglio la risposta.

Raccontiamo di quella volta in cui un nostro punto di forza è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo lavorativo, o di quando una debolezza ce lo ha impedito.

Se siamo molto bravi a lavorare sotto pressione ed a mantenere la calma e la lucidità, la volta in cui abbiamo consegnato per tempo il progetto dopo la richiesta di modifica del cliente dell’ultimo minuto sarà sicuramente un ottimo esempio.

Se invece sappiamo di non essere bravi a parlare in pubblico perché siamo particolarmente emotivi, raccontiamo di quando non siamo riusciti a convincere il capo che la strategia su cui avevamo lavorato per mesi fosse quella giusta, perché non siamo stati in grado di trasmettere il messaggio con sufficiente efficacia.

L’utilizzo di un esempio reale farà capire al selezionatore che la nostra risposta è onesta e consapevole.

I punti di forza

Per sfruttare al meglio la domanda sui nostri punti di forza è fondamentale conoscere il più possibile l’azienda per la quale ci stiamo candidando. Leggere bene l’annuncio, seguire profili social, rimanere aggiornati sulle novità ci permetterà di capire qual è la cultura aziendale, e sarà il modo migliore per capire quale dei nostri punti di forza mettere in risalto in fase di colloquio.

I punti deboli

Per quanto riguarda i punti deboli, il discorso che dobbiamo fare deve essere esattamente all’inverso: devono essere quanto di più slegato possibile all’azienda. Cerchiamo un punto di debolezza che non possa pregiudicare il nostro lavoro agli occhi del recruiter: se l’annuncio cerca un venditore, non è consigliabile ammettere di essere timidi ed impacciati. L’importante è far capire che sappiamo quali sono le nostre debolezze e che stiamo lavorando per correggerle, che vogliamo migliorarci e che ci stiamo impegnando per trasformare le debolezze in punti di forza.