Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e occupazione femminile

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e occupazione femminile
Maggio 21 06:00 2021 Stampa

I dati parlano chiaro: è necessario mettere in atto una strategia ben definita per favorire l’occupazione femminile.

Proprio questo è uno degli obiettivi trasversali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sei le missioni del Recovery Plan approvato dal Governo, che condividono priorità legate alle pari opportunità di genere, di territorio e generazionali.

I dati

In Italia solo il 53,1% delle donne risulta occupato, percentuale di molto inferiore alla media europea, che è del 67,4%

Anche tra i giovani il tasso di occupazione è diminuito di 14.7 punti percentuali in un anno (tra i 15 ed i 25enni), mentre fra quelli in età compresa tra i 25 ed i 34 anni c’è un -6.4% (258mila sono i posti di lavoro persi su 945mila in totale).

Le donne

Come dicevamo, in Italia la percentuale di donne lavoratrici è nettamente inferiore al resto dell’Europa. Ma anche quando lavorano, la loro situazione è penalizzata rispetto a quella degli uomini.

A parità di livello percepiscono uno stipendio inferiore, ed è molto più diffusa la precarietà.

Sono poche le donne che ricoprono ruoli di prestigio nelle aziende, sia nel pubblico che nel privato, con la conseguente disparità nel salario.

Altro problema diffuso è la maternità, che costituisce troppo spesso un impedimento nell’avanzamento della carriera.

Alla luce di tutte queste disparità, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede dunque il lancio, entro il primo semestre del 2021, di una Strategia nazionale per la parità di genere.

Cinque le priorità nel testo del PNRR: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere, per puntare a risalire di 5 punti entro il 2026 nella classifica del Gender Equality Index (al momento l’Italia è quattordicesima con 4,4 punti in meno rispetto alla media europea).

La Strategia

Il programma della Strategia nazionale dunque prevede la partecipazione femminile diretta o indiretta al mercato del lavoro, la correzione delle disparità e potenziamenti del welfare.

Per favorire l’imprenditoria (in particolare quella femminile) sono previsti innanzitutto degli investimenti in banda larga e connessioni veloci, per potenziare le infrastrutture tecnologiche.

Inoltre il potenziamento dell’offerta culturale e turistica genererà nuova occupazione in settori con grande presenza femminile quali quello delle attività culturali, alberghiero e della ristorazione.

Previsto il Piano asili nido, per innalzare il tasso di presa in carico degli asili, un potenziamento dei servizi educativi dell’infanzia e l’estensione del tempo pieno nelle scuole: tutte operazioni a sostegno delle madri con figli piccoli.

Per finire è stato definito anche uno specifico investimento per sostenere l’imprenditoria femminile, con l’introduzione di un sistema nazionale di certificazione delle parità di genere.