Sindrome dell’impostore: cos’é e come affrontarla

Sindrome dell’impostore: cos’é e come affrontarla
Aprile 22 06:00 2021 Stampa

Si sente spesso parlare della sindrome dell’impostore: una condizione psicologica per la quale una persona effettivamente capace non riesce a convincersi dei propri talenti, fino ad autosabotarsi, compromettendo molti aspetti della propria vita.
Cerchiamo di capire meglio cos’è, come si manifesta e come si affronta.

Cos’è la sindrome dell’impostore

Prima di capire cosa è, diciamo cosa non è: non è un disturbo mentale classificato nel manuale diagnostico.

Pauline Clance e Suzanne Imes, due psicologhe americane, hanno coniato il termine nel ’78 dopo aver osservato il fenomeno in un gruppo di donne molto talentuose e di successo, che non si sentivano all’altezza del ruolo che ricoprivano.

Si è notato successivamente che la sindrome dell’impostore non colpisce solo le donne, ma anche gli uomini in uguale misura.

La sindrome dell’impostore è spesso associata al suo opposto, ossia l’effetto Dunning-Kruger: persone incapaci o incompetenti tendono a sovrastimare esageratamente le proprie conoscenze. Non avendo competenze, appunto, non hanno la cognizione di quale sia il divario tra la loro (non) conoscenza e quella di chi, invece, padroneggia realmente l’argomento.

Al contrario, può accadere che chi sia competente e talentuoso tenda a sottovalutarsi.

Caratteristiche tipiche

Chi soffre della sindrome dell’impostore è spesso una persona che ricopre un ruolo di alto livello, che richiede una formazione specifica ed un’istruzione adeguata. La condizione porta a minare la propria autostima, il proprio valore e l’immagine che si ha di sé e che si dà agli altri.

Chi ne soffre:

  • è convinto di stare truffando le altre persone
  • ha paura che qualcuno scopra che è un impostore
  • non crede di meritare qualsiasi riconoscimento; se ottiene una promozione pensa sia frutto del caso e non della propria abilità
  • sminuisce ogni complimento
  • teme di non essere all’altezza del suo ruolo professionale
  • tende a confrontarsi continuamente con gli altri, convincendosi di essere il peggiore

L’individuo convinto di essere un impostore, sentendosi costantemente inadeguato, studierà e lavorerà molto più degli altri, per cercare di sopperire alle sue “mancanze”.

La conseguenza del duro lavoro sarà un continuo aumento dell’asticella, nonché il raggiungimento di obiettivi sempre più elevati, fino alla ricerca di qualcosa di irraggiungibile. E, come un serpente che si morde la coda, porterà l’individuo a sentirsi profondamente insoddisfatto e frustrato per il mancato raggiungimento dell’obiettivo, darà la colpa al suo essere inadeguato e così all’infinito.

Come combatterla

È improbabile sconfiggere definitivamente la sindrome dell’impostore, ma ci sono alcuni modi per tenerla a bada – o per imparare a conviverci.

Ecco alcuni consigli.

  • Essere consapevoli di avere la sindrome. La consapevolezza è il primo passo per il superamento; quando qualcosa dentro di noi ci fa pensare che non siamo all’altezza, facciamo scattare il campanello d’allarme: probabilmente è colpa della sindrome
  • Confrontarsi con un amico. Chiedere una valutazione obiettiva ad un amico fidato può farci capire se davvero siamo inadeguati noi, o se di nuovo è la sindrome a parlare
  • Essere consapevoli che tutti hanno punti di forza e di debolezza. Anche il nostro interlocutore ha delle insicurezze, siamo tutti umani e nessuno è perfetto
  • Non si può solo vincere. Se la nostra paura è fallire, falliamo. Gli errori servono per imparare, quindi non dobbiamo aver paura di sbagliare
  • Mettere per iscritto i propri traguardi raggiunti aiuta ad avere più consapevolezza di sé
  • Last but non least, ricordare sempre che non si vive per lavorare ma si lavora per vivere: il valore reale di qualcuno non si vede dal suo rango in azienda. La soddisfazione e la felicità si devono cercare fuori dall’ufficio!