Come aprire un franchising

Come aprire un franchising
Aprile 07 06:00 2021 Stampa

Il franchising è un rapporto di affiliazione commerciale in cui il partner affiliante cede il diritto di commercializzare i propri prodotti ed il proprio brand ad un affiliato, a fronte di un corrispettivo economico.
In parole povere: io, affiliato, “affitto” il nome ed i prodotti di un brand già noto per poterli rivendere.
Vediamo nel dettaglio quali sono le valutazioni da fare e come aprire un franchising.

Scelta del negozio

Il primo passo è scegliere quale tipo di negozio vogliamo aprire. La scelta è vastissima e ricopre ogni settore: abbigliamento, cura della persona, elettronica, viaggi, ristorazione – e la lista può continuare.

Sono tante le cose da valutare per effettuare la scelta. La prima cosa, ad oggi, il Covid. Il Coronavirus ha cambiato completamente il panorama economico e commerciale, per cui la prima domanda che devi farti se vuoi aprire un franchising dovrebbe essere: può funzionare con il Covid?
Probabilmente ad oggi è più saggio pensare di investire in e-commerce, o in negozi strutturati in maniera “intelligente”, ad esempio con distributori automatici e via dicendo.

Quali settori sono i più richiesti? Al momento vendita di DPI, commercializzazione della cannabis, alimentazione specializzata, prodotti per l’infanzia e per la cura della persona, elettronica ed arredamento sembrano i più redditizi.

Quindi l’analisi del mercato è importantissima per evitare di fare un investimento sbagliato.

Dopo aver studiato e scelto il settore, rimane la scelta del brand. Ed anche in questo caso va messo sul piatto della bilancia il nome, quanto è conosciuto o meno il brand, da quanti anni è in attività e quanto è solida l’azienda. Non ultimo, come è percepito dai consumatori (brand reputation) e qual è la soddisfazione dei clienti.

Pro e Contro

Se stai valutando di aprire un franchising, devi tenere a mente anche i pro e i contro.

Tra i vantaggi c’è sicuramente il fatto che puoi sfruttare la visibilità di un brand già conosciuto; marketing e pubblicità saranno centralizzati.

Ti verrà fornita assistenza ed una formazione adeguata, il rischio imprenditoriale sarà ridotto.

Di contro, oltre a dover pagare una tassa per entrare nel business, c’è anche una percentuale sul fatturato (dipende dal tipo di contratto) e spesso devi garantire un ordine minimo al tuo partner. Inoltre non hai margine di movimento e libertà d’azione sui prodotti, sulle promozioni e sulle iniziative. Insomma: dovrai seguire delle regole molto rigide.

L’iter burocratico

Dopo aver scelto l’attività ed il brand, l’iter da seguire è il seguente:

  • aprire la partita IVA (a questo link ti spieghiamo come fare)
  • inviare al Comune una dichiarazione di inizio attività
  • effettuare l’iscrizione al REC presso la Camera di Commercio
  • aprire le posizioni INPS ed INAIL
  • chiedere il permesso per l’insegna

A questi si aggiungono altri specifici permessi che variano per ogni attività.