Come affrontare il fallimento e trasformarlo nel primo passo per avere successo

Come affrontare il fallimento e trasformarlo nel primo passo per avere successo
Marzo 30 10:00 2021 Stampa

“Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.” scrive il drammaturgo e romanziere Samuel Beckett.

È il 12 ottobre del 1492 quando Cristoforo Colombo, a bordo delle caravelle, arriva in India. O almeno, così pensa. Ma si ritrova in un altro posto, perché aveva sbagliato tutto.

Il fallimento più clamoroso della storia si rivela uno straordinario successo a sua insaputa.

Ogni volta che tentiamo di fare una cosa importante troviamo ostacoli.

Sono lì per questo, in realtà: servono per farci capire quanto davvero abbiamo a cuore quello che stiamo facendo.

Chiunque nella sua vita ha fallito almeno una volta.

Non sei mai caduto dalla bicicletta? Molto probabilmente sì, come tutti. Non per questo hai deciso di non salirci più.

10 storie di fallimenti famosi

  • Steve Jobs fonda la Apple. Dal ’74 all’80, l’azienda nata in un garage arriva a valere 1.79 miliardi di dollari. Dopo pochi anni, a causa del mancato successo del neonato Macintosh, si scontra con il CEO dell’azienda, ed è costretto ad abbandonare. Fonda quindi la NeXT computer, ed acquista la Pixar. Quando la Apple ha necessità di aggiornare i sistemi operativi, chiama Steve Jobs, che impone di fatto l’acquisizione di NeXT da parte di Apple. È il 1997, e Steve Jobs si riprende Apple: è lui il nuovo CEO dell’azienda.
  • Walt Disney viene licenziato dal giornale in cui lavora, il Kansas City Star, in quanto “privo di immaginazione e senza buone idee”. Topolino è definito “troppo spaventoso per le donne” ed il suo primo studio di animazione Laugh-O-Gram fallisce. Si dice che prima di ottenere i finanziamenti per la Walt Disney Company, i rifiuti siano stati 302.
  • Thomas Edison è troppo stupido per imparare qualcosa. Così dicono i suoi insegnanti, e sua madre decide di ritirarlo da scuola. Licenziato dai suoi due primi datori di lavoro perché “non produttivo a sufficienza”, diventa uno degli inventori più prolifici della storia. Ma prima di riuscire a far funzionare correttamente la lampadina, ha fatto oltre 1000 tentativi.
  • Stephen King vede rifiutare il suo primo romanzo, Carrie, ben 30 volte; per la disperazione arriva a gettarlo nella spazzatura. Riesce poi a pubblicare dei racconti su alcune riviste; ad oggi ha pubblicato oltre 50 romanzi.
  • Michael Jordan viene scartato dalla squadra di basket del suo liceo perché troppo basso. Allora torna a casa, si allena per 4 ore al giorno e l’anno successivo fa un nuovo provino. “Nella mia vita ho sbagliato più di 9000 tiri, ho perso quasi 300 partite, 26 volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Michael Jordan è il più grande giocatore della storia del basket degli Stati Uniti.
  • Il Colonnello Sanders ha un’infanzia difficile, prova diverse carriere lavorative ma nessuna riesce ad ingranare. All’età di 40 anni gli viene offerta in gestione un’area di sosta nel Kentucky, dove inizia a vendere i suoi piatti a base di pollo. Ma quando l’area di sosta è distrutta da un incendio, il Colonnello decide di mettere su un ristorante. Narra la leggenda che abbia provato a vendere la ricetta del suo pollo fritto per 1000 volte; ci riesce quando ha 62 anni. È in quel momento che nasce il Kentucky Fried Chicken (KFC).
  • Alex Zanardi ha un primo approccio con la F1 da giovane, non particolarmente brillante nei primi anni 90. Decisamente meglio la serie nei campionati USA, tanto che la Williams lo ingaggia nel suo team e lo riporta in Formula1, ma è un disastro. Torna quindi negli USA, a gareggiare nella CART, (il Championship Auto Racing Teams) e in uno spaventoso incidente perde entrambe le gambe. Alex non si arrende e diventa campione olimpico nel paraciclismo.
  • Sylvester Stallone nasce in una famiglia povera, durante il parto il forcipe gli causa la rescissione del nervo facciale ed una lieve paresi del volto. Bullizzato dai compagni, viene espulso da 14 scuole, riesce a diplomarsi solo in un collegio per adolescenti difficili. Vuole entrare nel mondo della recitazione, ma tutti gli insegnanti non fanno che ripetergli che non ha talento. Inizia a scrivere sceneggiature, ma vengono tutte rifiutate. Fa qualsiasi lavoro, dal parrucchiere all’inserviente dello zoo di Central Park. Senza un soldo, è costretto a vendere i gioielli di sua madre e – leggenda vuole – addirittura il suo cane per 25 dollari. Poi in 3 giorni scrive la sceneggiatura di Rocky, ed è solo dopo l’ennesimo rifiuto che la MGM decide di dargli un’opportunità. Il film girato in un mese e con pochi soldi, incassa oltre 200 milioni di dollari e riceve due Oscar.
  • J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter, è una donna divorziata, con una figlia e senza un soldo. Riesce a vivere grazie ai sussidi, soffre di depressione e non riesce a trovare i soldi per stampare il suo manoscritto. Propone il romanzo a 12 case editrici differenti, che lo rifiutano perché troppo lungo. È solo la Bloomsbury, all’epoca sconosciuta, ad accettarlo; nasce così il primo capitolo della conosciutissima saga.
  • Slash, da ragazzo fa un provino per entrare nei Poison, e fallisce. Poi tenta con un provino per entrare nei Guns N’Roses, e fallisce di nuovo: a detta di Izzy Stradlin “il suo stile era troppo blues”. Slash non si arrende e fonda un suo gruppo, a cui mancava un bassista: seleziona Duff McKagan, che poco dopo lascia la band per entrare nei G’n’R. Quando alla band serve un chitarrista, è proprio McKagan a suggerire Slash, che entra così nei Guns, ed il resto è storia.

Cosa hanno in comune tutte queste storie?

Nessuno dei protagonisti si è lasciato abbattere.

Come affrontare il fallimento

Ecco quindi come affrontare il fallimento: non lasciandosi scoraggiare.

Impara dai tuoi errori facendone tesoro.

Prova, prova e prova di nuovo.

Edison dice che non ha fallito per 2000 volte, ha solo trovato 1999 modi su come NON fare una lampadina.

Impara a conoscerti: se sai quali sono i tuoi punti deboli, saprai sfruttare al meglio i tuoi punti di forza, che ti serviranno per compensare.

In un incontro con un gruppo di studenti, Zanardi spiega così la sua filosofia: “è possibile che se il fulmine m’è arrivato tra capo e collo una volta mi colpisca nuovamente, ma rimanere a casa per evitare e scongiurare quest’ipotesi significherebbe smettere di vivere, quindi no, io la vita me la prendo…”

Cambia prospettiva: se davanti a te hai un muro e non riesci a saltarci sopra, prova a girarci attorno. Se non riesci a salire un gradino con il piede destro, prova con il sinistro.

Confrontati con le altre persone: a loro potrebbe balzare agli occhi un dettaglio che fino a quel momento a te era sfuggito, che ti farà improvvisamente scattare l’interruttore.

Come diceva Nelson Mandela: “Io non perdo mai: o vinco o imparo”.